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28 maggio

Andare, partire, tornare...(?)

 Lui si voltò di scatto punto da uno strano formicolio alla base del collo; il ragazzo che fino ad un momento prima si stava mangiando le unghie famelico, adesso lo fissava insistente. Indossava un maglione grigio azzurro sformato e liso qua e là e continuava a trafiggerlo con quegli occhi sottili dello stesso colore. Appoggiato all'alto tavolino del punto di ristoro, circondato da tutti i sui tesori, quel ragazzo gli stava rimestando nelle  viscere alla ricerca di qualcosa che lui aveva provveduto bene a celare a se stesso...

E lui, così fresco, ottimista, ingenuo... vivo, rimaneva attonito a fissare gli occhi, chiari e bui allo stesso tempo, del ragazzo, quasi percepisse che quegli occhi avevano capito molto più di quanto credeva di aver capito lui della faccenda.

Sedeva all'estremo di una panca di ferro, intorno a lui giovani palestrati e mingherlini si alternavano a fare i gradassi o a parlare concitatamente al telefono, magari con le fidanzate. Lui non aveva la fidanzata, l'ultima gli aveva detto addio con un ologramma disturbato un mese prima, pressappoco quando lui aveva ricevuto la comunicazione della partenza imminente. "Sono giovane", aveva detto, "Non ce la farei..". Anche lui era giovane e si chiedeva come ce l’avrebbe fatta. Qualche giorno dopo, vederla troppo vicino a quel suo amico biondo lo aveva lasciato indifferente. Come tutto d'altronde nel mese successivo alla comunicazione; partiva, solo questo aveva senso, o forse era proprio questa l'unica cosa a non averlo... comunque partiva il 13, poi.. più niente.

Fu riportato alla realtà da una voce metallica alla sua destra. Accanto a lui, accovacciato vicino ad uno zaino malridotto, c'era il ragazzo. Non l'aveva visto muoversi e fece un salto quando vide quel viso pallido così vicino al suo.

“Insomma siamo degli eroi", fece quello; parlava come se lasciare andare le parole gli fosse difficile; scandendole in una voce tagliente e carezzevole lo fissava negli occhi. "Così pare" tagliò corto lui sentendosi la voce del ragazzo fin nello stomaco. "Hai visto il colonnello che tipo?" domandò con un ghigno quello. Cercava di fare conversazione, era evidente, ma al tempo stesso sembrava gli premesse più qualcos'altro che non i pettegolezzi sul colonnello o sui nemici ; senza contare che quel ragazzo lo inquietava. "Già..." . Il ragazzo lo guardò con un ghigno beffardo "Vorresti scappare dalla mamma?". Se non era quello che stava pensando, poco ci mancava, tuttavia lo fulminò con un'occhiata e poi guardando altrove lo pizzicò "Non sono io che fino a poco fa mi stavo distruggendo le unghie", "Credevo non mi avessi visto"disse quello pulendosi gli scarponi con noncuranza, "Ti sbagliavi"ripose piatto lui. Il ragazzo sorrise compiaciuto e tese una mano lunga e pallida, punteggiata da qualche efelide chiara "E’ un piacere anche per me", lui la strinse di malavoglia accennando una smorfia.

Il ragazzo nel maglione azzurro si alzò lisciandosi i pantaloni e cominciò ad allontanarsi, a metà della strada che lo separava dal suo tavolino rialzato gli gridò senza voltarsi "Siamo tutti nella stessa barca, amico...".

 Era colpito da quel ragazzo, come se in poco più di dieci minuti si fossero scambiati i ruoli, prima lui era fiducioso, ottimista, pieno di coraggio poi quello sguardo gelido lo aveva trafitto...e tutto, ora, aveva una luce diversa.

Una voce femminile annunciò da un altoparlante il loro volo e il gruppo di ragazzi si mosse compatto verso l'aeromobile.

In volo ascoltò le conversazioni intorno a lui senza parteciparvi e ben presto di accomiatò dal mondo con uno sbadiglio... Fu in quel momento che gli sembrò di udire vicino al suo orecchio la voce metallica del ragazzo dell'aeroporto. Non l’aveva visto più mentre camminava con il gruppo e ben presto aveva finito per dimenticarsene… Ma eccolo parlare evidentemente con qualcun’ altro, ma così vicino al suo orecchio da percepirne il respiro mentolato... "Gli eroi della patria! I difensori della pace! Ci chiamano così no?, Forse fanno bene, non lo so... Io so solo che all'atterraggio non ci aspettano il mare e belle ragazze in bikini, ci aspettano quegli uomini senza faccia, ci aspettano a braccia aperte, non hai paura? Non lo vedi? Non senti come spingono a fondo i loro aghi d'orrore nel tuo cuore? Bene, fra poco vedremo davvero se morire è come viaggiare... o se fa più male..."

La radio in sottofondo trasmetteva un programma di musica ad onde k, gli altri continuavano a parlare più o meno tranquillamente, le hostess facevano avanti e indietro al solito.

Lui si svegliò di colpo come affogando nel proprio respiro, "Non troverò risposte, nessuno ne ha...".

 La voce del comandante irruppe in cabina con al forza della realtà: “Stiamo per atterrare. Temperatura a terra ottanta gradi ”.

Eccoci dunque.

 

 
27 maggio

^^

Quando ami veramente una persona le dici :  
    " Tu non morirai mai"        
22 maggio

"a vuoto"-->per la forza, la determinazione, per l'indifferenza, per l'ignoranza...e per i posteri.

Rifletti prima di parlare
non dire cose che poi ti pentiresti di aver detto
c'è una valida spiegazione per tutto
una giustificazione per ogni tua pazzia
URLA E STREPITA: ti diranno che t sei sbagliata
PIANGI E LAMENTATI: ti diranno che non hai capito
SALTA E CONTORCITI: stai sbagliando tutto
non lo vedi???
non è così che arriverai a me.
 
e quando cerchi mettercela proprio tutta... quando comunque ogni passo ti sembra falso, scopri le carte... Non va mai bene ma tu fallo ugualmente, non potrenno certo dire di non aver inteso cosa sentivi. Va comunque sempre male quello che fai, quello che senti, stravolgeranno quello che dici e ti faranno sentire una merda... Ma falla lo stesso quella strada, sbattiti contro tutti i muri e scalfiscili, indeboliscili, sventrali o lasciali integri... avrai comunque qualcosa per cui star male. E loro non lo capiranno mai.
E quando sola nel tuo antro passerai pomeriggi a roderti il fegato alla fine si parlerà solo d tempo, di tempo e basta... d tempo, capito????????????? oh god   -.-"
 
 
OK NON SO COSA HO SCRITTO...
PRENDETELO PER QUEL CHE è: UN AMMASSO DI NULLA DETTATO DAL DELIRIO.
 
 
16 maggio

A bocca aperta...

Magari stavi anche scherzando.. ma non so se noti l'effetto...Comunque ti giuro che questa non l'ho capita.

Ti affacci da un pozzo
Ce ne sono tanti
Ma tu ne scegli uno
E infondo al buio vedi l’acqua brillare
Magari ti sembra di vedere anche un rilflesso di te stessa
Allora ti sporgi
Per guardare meglio, certo,
per cercare di brillare anche tu
e cadi
è inevitabile
cadi sempre
e cadi
cadi
cadi
cadi
ancora
e ancora
e ancora
e non importa
quante precauzioni tu prenda
non importa se credi al riflesso
o se ti sporgi per curiosità:
cadi sempre
e se ti sembra di smettere
per un attimo solo
di cadere
è un’illusione
perché c’è un altro pozzo
e un’altra acqua
e un altro riflesso
e tu cadi di nuovo.

Avevo abbassato il ponte levatoio… per fortuna i coccodrilli sono ancora nella fossa.
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15 maggio

....

Lui ha messo
Il caffè nella tazza
Lui ha messo
Il latte nel caffè
Lui ha messo
Lo zucchero nel caffellatte
Ha girato
Il cucchiaino
Ha bevuto il caffellatte
Ha posato la tazza
Senza parlarmi
S'è acceso
Una sigaretta
Ha fatto
Dei cerchi di fumo
Ha messo la cenere
Nel portacenere
Senza parlarmi
Senza guardarmi
S'è alzato
S'è messo
Sulla testa il cappello
S'è messo
L'impermeabile
Perché pioveva
E se n'è andato
Sotto la pioggia
Senza parlare
Senza guardarmi,
E io mi son presa
La testa fra le mani
E ho pianto.


-jacques prevert

°°°°°

 
 
°°°PrImAvErA nOn BuSsA lEi EnTrA sIcUrA
cOmE iL fUmO lEi PeNeTrA iN oGnI fEsSuRa
Ha Le LaBbRa Di CaRnE i CaPeLlI dI
 gRaNo
ChE pAuRa, ChE vOgLiA cHe Ti PreEnDa PeR mAnO.
cHe PaUrA, cHe VoGlIa ChE tI pOrTi LoNtAnO.°°°

 

 


12 maggio

LA COSA...

 

 

"...L’Amore…l’Amore è una parola strana, vola troppo: andrebbe sostituita.

Non sarebbe meglio chiamarlo “La Cosa”?

Potrebbe diventare più concreto.

All’inizio lei l’amavo…Voglio dire che ho avuto quegli attimi intensissimi, che al momento sembra ti lascino dei segni profondi, importanti...

Ma “La Cosa” non è questo, o meglio, non è solo questo.

 “La Cosa” è trasformazione, percorso, crescita insieme… E’ un patto di sangue stipulato fra due persone, forse prima ancora dal destino. “La Cosa” è l’Amore… no…un’altra qualità dell’Amore, una qualità che non rimpiange gli attimi perché diventa la vita.

Non so se avrò mai la fortuna di farlo questo patto... Forse ci vorrebbe un uomo…

Certe volte ho provato a cambiare, a ricominciare da capo, a reincarnarmi ma mi sono sempre reincarnato senza di me.

Ecco, senza avere avuto una realtà io passo evanescente tra i sogni di alcune donne che non hanno avuto la possibilità di completarmi.

Ci sarà senz’altro il modo di fare “La Cosa”, altrimenti il nostro destino è quello di essere delle scorze di uomini, degli involucri, mai delle persone. Magari dei personaggi, simpatici anche, affascinanti…mai persone. Ma se è così l’Amore non sarà mai materia, terra.. “cosa”, sarà sempre una parola che vola, una farfalla che ti si posa un attimo sulla testa e ti rende tanto più ridicolo…quanto maggiore è la sua bellezza…”

 

[Giorgio Gaber]                                      

08 maggio

FiLoSoFaNdo...

Arrivata per l'ottava volta a leggere la parola "sillogismo", mi è venuta una crisi mistica: non m ricordo più perchè la gente sente il bisogno di studiare la filosofia...
Voglio dire, alla fine è come se la gente studiasse quello che penso io... O, vabbè, visto che io non sono nessuno, se la gente studiasse quello che pensava Tolkien quando ha creato il Signore degli anelli e tutte quelle graziose bestioline...(non ho idea del perchè m sia venuto in mente proprio questo esempio...)
Insomma, una serie di bubbole campate in aria che non hanno nè capo nè coda...
Domani ho l'interrogazione.
Meglio imparare queste bubbole a memoria.
Ed in fretta anche.
04 maggio

P.s

 
(dove prendi le carezze che non hai?)
ingenua mi chiedevo qualche tempo fa...
è divertente vedere ora che non m importa più come le cose fossero chiare
e come mi tappassi gli occhi allora..
e come sempre io sia bravissima a guardare il pelo e non la trave
se solo voglio...
02 maggio

...beeeellaaaa...

Vieni con me!
Devi affrettarti però -
sette lunghe miglia
io faccio ad ogni passo.
Dietro il bosco ed il colle
aspetta il mio cavallo rosso.
Vieni con me! Afferro le redini -
vieni con me nel mio castello rosso.
Lì crescono alberi blu
con mele d'oro,
là sogniamo sogni d'argento,
che nessun altro può sognare
Là dormono rari piaceri,
che nessuno finora ha assaggiato,
sotto gli allori baci purpurei -
Vieni con me per boschi e colli!
tienti forte! Affero le redini,
e tremando il mio cavallo ti rapisce.

 

                                                                   [Herman Hesse]